investire nell’immobile conviene sempre

Investire nel mattone conviene, anche in momenti di crisi. E vendere? Dipende: si’, se l’immobile rappresenta solo un costo o se si vuole acquistare un’altra casa. Viceversa, e’ meglio aspettare se si vuole costituire un reddito. Parola delle principali agenzie immobiliari italiane, Toscano, Tecnocasa e Gabetti, che ammettono una flessione della compravendita di immobili nel 2008 e un calo dei prezzi dell’8%. Ma, a loro giudizio, i tempi bui stanno finendo: la ripresa infatti sara’ gia’ possibile dalla seconda meta’ del 2009 o, al piu’ tardi, dal 2010.

Insomma, dopo una corsa al mattone durata anni, in Italia ci si continua a chiedere se vale ancora la pena investire in immobili: nel Belpaese, oltre l’80% e’ proprietario di una casa. Ma al di la’ delle personali necessita’, il mattone costituisce sempre un ‘bene rifugio’? Il presidente della Toscano, Ilario Toscano, rassicura: “Ritengo che il mercato immobiliare rimanga uno dei settori dell’economia reale con meno rischi. Credo che non ci siano controindicazioni per investire nel mercato immobiliare: se lo confrontiamo con i rendimenti azionari, e’ oggettivamente in grado di reggere la crisi”.

Sulla stessa linea Bruno Vettore, amministratore delegato di Gabetti Franchising Agency, che pero’ avverte che l’immobile su cui investire deve avere i requisiti giusti per essere rivalutato con il passare degli anni: “Considerando la recente flessione dei prezzi e’ certamente consigliabile investire nell’immobile, purche’ si tratti di immobili con ubicazione e caratteristiche che determinino una rivalutazione nel tempo. Non dimentichiamo che l’investimento in un lasso di tempo medio lungo non ha mai deluso e ha sempre dato soddisfazioni”. Non ha dubbi Antonio Pasca, presidente di Tecnocasa Franchising: “Se si deve acquistare la casa per uso proprio e, in particolar modo, se si ha un minimo di capitale iniziale, questo e’ il momento in cui bisogna avvicinarsi al mercato con fiducia perche’ si possono spuntare occasioni e trovare l’immobile piu’ adatto alle proprie esigenze”.

Per quanto riguarda la vendita, gli immobiliaristi concordano sull’importanza delle esigenze del venditore: “Se l’immobile e’ utilizzato, o produce un reddito, forse e’ il caso di attendere. Se costituisce solo un costo, in tal caso e’ sicuramente meglio avere della liquidita’ aggiuntiva e venderlo”, spiega Vettore. Vendere conviene anche nel caso in cui si vuole cambiare casa: “Se il venditore si trova nella condizione di dover vendere casa perche’ deve effettuare un contestuale acquisto – dice Pasca – la sua situazione e’ in equilibrio perche’ vende ad un prezzo inferiore (nel caso avesse comprato pochi anni fa) ma e’ vero anche che acquista a prezzi piu’ bassi”. Prezzi, comunque, che sono calati poco, secondo Toscano: “Il calo dei prezzi al quale stiamo assistendo e’ tale da intaccare in minima parte il valore acquisito dagli immobili nell’ultimo decennio”.

Il problema di investire o no nel mattone, dunque, non c’e’. Ma e’ anche vero che il mercato sta subendo un rallentamento, legato agli effetti della crisi: e’ la difficolta’ dell’accesso al credito, che “contribuisce a rallentare i tempi medi di vendita, che, in base ai nostri dati, sono stabili a circa 5-6 mesi di attesa”, spiega Toscano. I “fortunati” sono coloro che possono affrontare l’acquisto avendo la liquidita’ necessaria: “Sono beneficiati gli acquirenti che hanno delle disponibilita’ da parte e possono accedere al credito in misura ridotta. Costoro, oltre ad una vasta offerta di immobili,in questo periodo possono negoziare maggiormente il prezzo in sede di conclusione della trattativa”, precisa Vettore. Il rallentamento di mercato colpisce anche i venditori: “Soprattutto per quelli che ancora sono legati alla visione di mercato degli anni scorsi – evidenzia Toscano – la difficolta’ maggiore e’ adeguarsi al nuovo andamento del mercato; la conseguenza di questo e’ stata un allontanamento tra domanda ed offerta e il conseguente allungamento delle tempistiche di vendita. Bisogna pero’ dire che nella seconda parte del 2008 c’e’ una maggiore propensione da parte dei venditori a ribassare le richieste iniziali”.

Prezzi in calo, flessione delle compravendite: per gli esperti del settore, comunque, non si puo’ parlare di esplosione della ‘bolla immobiliare’. “Il mercato dal 1997-98 ha subito una crescita molto importante e dopo un decennio e’ fisiologico che si evidenzi un assestamento delle quotazioni al ribasso”, dice Ilario Toscano, aggiungendo che “se questa famigerata bolla fosse scoppiata, avremmo registrato un calo delle quotazioni immobiliari consistente: viceversa, ad oggi assistiamo ad una discesa dei prezzi nell’ordine dell’8% circa”. E nonostante sul fronte delle compravendite, in base ai dati del Centro Studi Toscano, si registra una diminuzione del 12% rispetto al 2007 e questo trend viene confermato in questo inizio 2009 Toscano parla di “performance sono soddisfacenti se paragonate al mercato finanziario” e prevede che la situazione si stabilizzi “entro il secondo semestre del 2009, grazie in particolar modo alla politica monetaria espansiva della Bce”.

Per Vettore “il mercato immobiliare italiano non sta subendo lo scoppio di alcuna bolla” e siccome “gli Italiani sono sempre pronti, anche a costo di grandi sacrifici, ad investire nell’immobile, proprio questa “tradizione” ci fa pensare che anche nel 2009 il numero di transazioni non si discostera’ troppo da quota 650-700 mila”. Vede un po’ piu’ in la’ la ripresa l’Ufficio Studi Gabetti: “Le transazioni residenziali hanno visto una flessione nell’ordine del 16 % nel 2008, con punte superiori al 20% in alcune grandi citta’. La ripresa del numero di transazioni puo’ essere ipotizzata a partire dal 2010, a patto che migliori il quadro economico complessivo”.

Fonte: agi.it